Il plastico di Pompei


E’ in dirittura d’arrivo il processo di digitalizzazione e di costruzione di ” che d’ora in poi saranno perfettamente navigabili. Il plastico, voluto nel 1861 da Giuseppe Fiorelli (Ispettore degli scavi fino al 1863) e conservato al Museo archeologico nazionale di Napoli rappresenta, nonostante negli anni sia passato un po’ sotto silenzio, un prodotto di rilevante importanza e, allo stesso tempo, fonte documentaria significativa.

Fonte immagine cnr.it

Fonte immagine cnr.it

Dopo una scrupolosa acquisizione effettuata da specialisti del Laboratorio di archeologia immersiva e multimedia (Laim) dell’Ibam-Cnr, è oggi possibile navigare virtualmente dentro il plastico e dentro ogni singola domus provando a comparare con quel che oggi rimane in situ.

Nel progetto di digitalizzazione e post-processing sono impegnati Giovanni Fragalà, Samuele Barone, Danilo P. Pavone e Giulio Amara (Ibam-Cnr). É già in stampa un primo volume di Atlante fotografico del plastico in sughero che conterrà anche l’analitica documentazione fotografica realizzata e, in parallelo, la possibilità di navigare, con apposito viewer, tra gli scavi al tempo di Fiorelli.

“Un importante risultato,dichiara il direttore dell’Ibam-Cnr, Daniele Malfitana, che sottolinea ancora una volta quanto rilevante sia il contributo dell’Ibam a Pompei in questi ultimi anni: dagli interventi sul campo nella necropoli di Porta Nocera insieme al team tedesco del Pompei Sustainable Preservation Project, ai video ricostruttivi di due domus pompeiane realizzati da F. Gabellone per la recente mostra Il Nilo a Pompei.

Oggi, con il lavoro sul plastico – continua Malfitana – un altro importante tassello si aggiunge e questo grazie alla componente multidisciplinare dell’Istituto che può contare su laboratori d’avanguardia e su personale altamente specializzato: archeologi, architetti, informatici, messi insieme consentono di guadagnare anche tempo nella produzione di contenuti. Presto sarà possibile effettuare una navigazione ‘immersiva’ dentro il plastico offrendo così alla comunità scientifica e non, uno strumento innovativo, di studio e di documentazione partendo da un documento storico di eccezionale valore”.

Nei prossimi mesi il plastico di Pompei digitalizzato dal team dell’Ibam sarà presentato alla comunità scientifica al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, d’intesa con il direttore Paolo Giulierini.

Via CNR

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*