Online free GEOmedia magazine: GIS, geologia, rilievo con droni…


E’ disponibile online il numero 2 2016 del magazine GEOmedia. Tanti gli spunti interessanti; solo per citarne alcuni in questo numero si parla di comparazione di tecnologie per il rilievo, uso dei GIS per produrre storytelling sulla geologia, GIS per valutare il consumo di suolo, uso dei droni per il rilievo del centro storico dell’Aquila, l’esperienza della Regione Piemonte in rapporto al Progetto Europeo E.L.F. (European Location Framework). Segnaliamo inoltre l’articolo a firma del Politecnico di Torino sull’impiego dei CAP per la georeferenziazione.

Come sempre la lettura di GEOmedia è accessibile gratuitamente online.

In copertina una ricostruzione tridimensionale in realtà virtuale del Piano Nobile del Palazzo del Quirinale creata dalle società italiane Geocart e Digital Lighthouse con le più innovative tecniche del Digital Heritage.

SOMMARIO GEOmedia 2 2016

EDITORIALE

Poca fotogrammetria nei sistemi GIS (Renzo Carlucci)

FOCUS

Nuvole di punti – fra scansione laser e imaging di prossimità, qualche considerazione e riflessione
(Luigi Colombo).
L’articolo prende in esame le tecniche automatizzate di rilevamento, senza contatto, che acquisiscono nuvole di punti sull’oggetto di interesse. Si spazia dalla scansione laser alla tecnica per immagini, che sta avendo risvegli importanti grazie al rilevamento di prossimità sviluppatosi con l’avvento dei sistemi Aerei a Pilotaggio Remoto. Una valutazione degli ambiti di applicazione, dei vantaggi-svantaggi dei processi e i necessari supporti tecnologici, telematici e informatici corredano l’analisi.

Raccontare la geologia attraverso le story-telling Roma dal 1820 al 2008
(di Maria Pia Congi, Fabiana Console, Marco Pantaloni, Paolo Perini e Mauro Roma)
In questo lavoro viene ricostruito, attraverso l’uso degli strumenti disponibili nella piattaforma ArcGIS Online di ESRI, un percorso scientifico-culturale che presenta i progressi di ordine tecnico e conoscitivo della geologia attraverso l’analisi della cartografia geologica realizzata nell’area romana a partire dal 1820 fino ad oggi.

REPORT

Una infrastruttura geografica europea, il Progetto E.L.F. (European Location Framework)
(Stefano Campus, Patrizia Nazio e Gianbartolomeo Siletto)
L’European Location Framework è un’infrastruttura tecnica che consentirà di fornire vari servizi online per l’individuazione, l’accesso e l’utilizzo di dati geografici di riferimento ufficiali di tutta Europa, attraverso un unico punto di accesso. La piattaforma E.L.F. si basa sul concetto di servizi in cascata che “raccolgono” i dati provenienti dai servizi nazionali conformi alla Direttiva INSPIRE e li rendono disponibili come un unico servizio paneuropeo. In questa nota, verrà descritto il Progetto ed il contributo di Regione Piemonte

Il rilievo con drone nei centri storici
(Zaira Baglione Pagliaroli)
Nell’ambito di un Progetto di Ricerca Nazionale, l’Università degli Studi dell’Aquila ha avviato l’impiego della tecnologia SAPR in alcune zone colpite dal sisma del 2009. Un’indagine sinergica per evidenziare le criticità e monitorare lo stato degli edifici in ottica di prevenzione delle emergenze e di innovazione delle metodologie di telerilevamento. La testimonianza della coordinatrice Prof. Donatella Dominici che descrive i risultati della ricognizione eseguita con il multirotore nel centro storico aquilano.

L’esperienza immersiva di «QUIRINALE 3D VR» – La ricostruzione 3D in realtà virtuale del Piano Nobile del Palazzo del Quirinale
(Federico Capriuoli, Davide Colangelo, Luca Curto, Diego Fileri, Annibale Guariglia, Vito Mario Sansanelli e Paola Santarsiero)
La ricostruzione 3D in realtà virtuale del Piano Nobile del Palazzo del Quirinale – di Federico Capriuoli, Davide Colangelo, Luca Curto, Diego Fileri, Annibale Guariglia, Vito Mario Sansanelli e Paola Santarsiero
sviluppata dalle società italiane Geocart e Digital Lighthouse per la valorizzazione del Palazzo del Quirinale attraverso le più innovative tecniche del Digital Heritage. Il progetto, partendo dall’integrazione tra metodologie esistenti e processi inediti per la digitalizzazione del patrimonio, ha generato un risultato unico sul piano del coinvolgimento e dell’esperienza di fruizione da parte dell’utente.

GeoDataBase geomorfologico per acquisizione dei dati tramite tecnologie mobile
(Mattia De Amicis, Fabio Olivotti, Stefano Roverato, Alice Mayer e Luca Dangella)
Con questo lavoro è stato predisposto un Geodatabase (GDB) in grado di archiviare, tramite tablet e smartphone, tutti i dati che descrivono la geomorfologia di un territorio, secondo la struttura e la classificazione fornita dal Servizio Geologico Nazionale (S.G.N.) per la redazione della Carta Geomorfologica.

Una questione di centimetri
(Fulvio Bernardini)
Prima dell’annessione della regione della Savoia, nel 1860, la Barre des Écrins, con i suoi 4102 metri, era la cima più alta di Francia. La montagna fa parte della regione francese della Provenza-Alpi-Costa Azzurra (PACA) e fu scalata per la prima volta da un gruppo di alpinisti britannici nel 1864. La Barre des Écrins – che, assieme con i vicini Pic Lory e Dôme de Neige, va a formare il Massiccio degli Écrins – rimane oggi una montagna dall’alto valore simbolico: si tratta infatti dell’unica cima superiore ai 4000 metri che risiede interamente in territorio francese e rappresenta una sfida per i molti alpinisti che ogni anno provano a scalarla.

L’uso del GIS come strumento di analisi e rappresentazione del consumo di suolo
(Valentina Sannicandro e Carmelo Maria Torre)
L’intreccio tra la morfologia territoriale e l’analisi basata sull’informazione geografica supporta chiavi interpretative plurime del consumo di suolo che corrispondono a quadri la cui variabilità è ampia, come trattato in questo articolo.

La scarsa attendibilità del CAP come riferimento geografico in Italia
(Marianna Ronconi, Alice Pasquinelli, Anna Privitera e Franco Guzzetti)
Nell’ambito degli studi legati all’analisi dei grandi rischi territoriali è possibile, a livello internazionale, trovare applicativi che utilizzano come riferimento geografico il Codice di Avviamento Postale (CAP). Sul territorio italiano risulta tuttavia inadatto l’impiego del CAP come elemento di valenza territoriale, se non si considerano le logiche di assegnazione e la specifica distribuzione. Nell’articolo sono riportati una serie di esempi.

Arricchiscono il numero le consuete rubriche di approfondimento.

Leggi l’ultimo numero di GEOmedia magazine!

via rivistageomedia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*